Piero e i cittadini impotenti

January 16th, 2009

Ed eccomi qua a linkare l’ennesima vicenda successa a Piero Ricca raccontata nei minimi dettagli all’interno del suo blog:
http://www.pieroricca.org/2009/01/16/limportanza-di-chiamarsi-bruno/
A differenza dei soliti incontri dove Ricca intervista i politici, giornalisti ecc… , ottenendo irrilevanti risposte evasive accompagnate da volgari offese da 4 soldi (salvo rare eccezioni), questo video è qualcosa di più: questo VIDEO ricorda l’impotenza del cittadino ad alzare la testa ed amplifica il muro che separa la verità, l’onestà e la legalità dalla prepotenza di chi ha potere, dalla cattiva informazione ma specialmente dall’impossibilità di esprimere liberamente la propria opinione all’aria aperta e in maniera CIVILE.
Ecco il video, passate parola.

Film consigliato : La Zona (2007)

January 13th, 2009

Consiglio a tutti questo duro colpo, un film travolgente che sicuramente non rilassa la mente, anzi! A mio avviso l’ interpretazione del giovane protagonista è impeccabile. Molti dovrebbero guardare questo film con attenzione, analizzarlo con la massima serietà ed infine capire che certe cose non vanno dette ma nemmeno pensate. Un capolavoro. Insegnamento puro, educativo, da far vedere alle scuole medie. Buona visione.

Titolo originale: La zona
Nazione: Spagna, Messico
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 95′
Regia: Rodrigo Plà
Cast: Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Daniel Tovar, Carlos Bardem, Marina de Tavira, Mario Zaragoza, Andrés Montiel, Blanca Guerra
Produzione: Morena Films
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Data di uscita: Venezia 2007 04 Aprile 2008

il colmo dei colmi

January 12th, 2009

Il Sig. Ricca un uomo libero:

December 11th, 2008

Barack Obama

November 5th, 2008

La notizia ricevuta dopo pochissime ore di sonno mi ha fatto cominciare molto bene la giornata. Obama non deluderci … italiani, diamoci una mossa!

Passeggiata del Giorgione - 21 km

September 22nd, 2008

Due mesi di preparazione costante, 150 km percorsi
e qualche grande risultato è arrivato.
E pensare che fino a ieri,
dopo 10 minuti di corsa ero morto … bah, acqua passata!
I dati di ieri mattina :
Passeggiata del Giorgione a Castelfranco Veneto
21 km - 2ore e 10min
e l’ allenamento continua.

Corsa a Forcella Mostaccin

September 11th, 2008

FORCELLA MOSTACCIN, Osservatorio Marocco sul Monte Sudler:
Per chi ama correre e gustarsi il panorama.

Parcheggiare ai piedi del monte, vicino all’ agriturisomo ” la locanda “. Posticino tranquillo per serate Economiche.

Salita a piedi di 3 km, pendenza 7-8% , chi preferisce puo’ correre. Arrivati in cima alla forcella Mostaccin ( 30 minuti a piedi ), NON guadate neanche la mappa illeggibile consumata della pioggia e prendete, a destra, il sentiero “blu” direzione Cornuda. Rimanete sulla sinistra per fare il giro orario del sentiero. Ci sono molti angoli curiosi da osservare: mi ha molto colpito la “pozza d’acqua” dove vivono rane, girini ed una libellula.

Dopo 3-4 km non tornate subito indietro e proseguite per l’ osservatorio Marocco, sedetevi in una panchina e rilassatevi guardando lo splendido panorama. Se è particolarmente limpido si vede Venezia. Ritornate a forcella Mostaccin scendendo da un sentiero un po’ più ripido.

I rimanenti 3 km in discesa fateli di corsa (se avete buone gambe) , ci impiegherete solo 10-12 min.
Girate la chiave e tornate a casa.
Io ho passato molto tempo ad osservare la natura e a scattare qualche foto quindi la passeggiata mi ha tenuto impegnato per due ore buone.

QUALCHE NOTA STORICA:

Tutta la zona fu pesantemente coinvolta nelle operazioni di guerra: presso villa Nani, attualmente palazzo municipale, nel 1918 ebbe sede la Sezione Cinque dell’ARC (American Red Cross). Una strada militare fu costruita nel 1917 tra Maser e Colfosco, passando per Forcella Mostaccin: serviva a collegare le postazioni del gruppo di artiglierie di Monte Sulder ed i diversi osservatori che coordinavano e dirigevano il tiro sul Tomba e sul Monfenera, sul Quartier del Piave ed i margini settentrionali del Montello. Presso Forcella Mostaccin sono percorribili delle postazioni restaurate che, unitamente agli osservatori del
Monte Collalto e all’osservatorio Marocco sul Monte Sulder, restituiscono al visitatore la prospettiva visuale degli ufficiali italiani e francesi impegnati a dirigere l’attività di centinaia di cannoni di diverso calibro.

abbiamo i giorni contati o no ?

September 5th, 2008

FONTE : www.repubblica.it
L’acceleratore di particelle a Ginevra
LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d’accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all’inizio del mondo.

Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l’esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all’ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.

Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l’universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.

Qualcuno, tuttavia, teme che l’esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c’è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l’acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall’acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent’anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.

Vero è che il nuovo acceleratore ha suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche 11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l’altra a una temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang creato dentro l’acceleratore.

Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. “I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell’esperimento è serio”, afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: “Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già”.

In ogni caso lo sapremo con certezza dopo il 10 settembre, se la Corte Europea, come sembra di capire, darà luce verde all’iniziativa: che non sarà la “fine del mondo”, ma un po’ di curiosità al di fuori dei confini della scienza, in questo modo, l’ha ottenuta.

(1 settembre 2008)

La dura vita in barca

September 3rd, 2008

CHI: Francesco, Soraya, Nino Biasi, Andrea, Laura, Luca.

DOVE: a due passi dal lago di Traiano, Ostia Antica, Roma, Italia.

Fotografie di tormentate giornate di lavoro nella barca di Francesco:

Da Ostia antica, visita alla barca di Francesco

nome: ALIEN

August 17th, 2008

Dalle strane forme quasi extraterrestri, appena entrata in casa, dal nome ancora sconosciuto e con un profilo molto particolare, pericoloso, anomalo … un po’ tenebroso …